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mercoledì 17 settembre 2014

Le erbe di Grice: ingredienti per una buona conversazione

Nel 1975 il filosofo inglese Paul Grice ha elaborato alcune dritte da seguire nelle nostre conversazioni quotidiane. Visto il tram tram quotidiano, sentito il parere degli esperti, accolte e poi respinte le obiezioni dei cialtroni, ci sentiamo in dovere di enunciarle.


Le massime di Grice si dividono in quattro tipi.


di quantità. - "Dai un contributo tanto informativo quanto richiesto"; "Non dare un contributo più informativo di quanto richiesto".

di qualità. - "Non dire ciò che credi essere falso"; "Non dire ciò per cui non hai prove adeguate".

di relazione. - "Sii pertinente!"

di modo. - "Evita l'oscurità di espressione"; "Evita l'ambiguità"; "Sii breve"; "Sii ordinato nell'esposizione".




Sii cortese



Tratto da P. Grice, Logic and Conversation, 1975

martedì 1 luglio 2014

Disagio UniversitY

Universitari che stanno male.

In primavera i peschi sono in fiore.
In primavera il tuo sistema nervoso,
che ti ha accompagnato nella tua
lunga e tormentata carriera,
ti da una pacca sulla spalla
e ti dice:
«Ci vediamo alla prossima, eh?»


Tu guardi il tuo sistema nervoso
E lo supplichi.


Resisti ancora 5 mesi 5
Ti prego.


Nel frattempo, libri.  Tanti libri.
E grandi biblioteche.
Poi tanto sole, biciclettate, giretti in centro.
Musica a tutto volume per dimenticarti delle cose dell’inverno.



Adesso riflettiamo un attimo, beviamoci un tè caldo.
O una vodka. Perché la vodka chiarisce le idee.


Mentre introduci con piglio intellettualoide
una qualche stronzata letteraria a uno sconosciuto al bar,
combatti lo stress a suon di caffè.  Litri di caffè.
Litri di stress, di caffè e di vodka.


Qualche tempo dopo, comunque, la vodka è sempre là.
E se ne bevi tanta sa di amore.


Ponderi di tornare nell’orto con il nonno,
quando realizzi che mancano 3 esami alla laurea.


In un attimo una corona, nella testa tante idee
e zero soldi in tasca.

Ringraziando i litri di caffè, di stress e di vodka
che ti hanno accompagnato nei luoghi comuni,
di cui ciò che state leggendo è pieno.

Sono giorni che passano, ma le notti sono sempre lì,
con il loro gusto di stress, di caffè e di vodka.


lunedì 27 gennaio 2014

The Wolf of Wall Street. Autorevoli Opinioni [No Spoiler]

Autorevolissima critica.

Nessuno si sarebbe mai cagato un film del genere. Almeno, non quelli con un po’ di sale in zucca. Tre ore piene che scorrono piacevoli solo grazie ad alcuni dialoghi e battutine ad effetto («non voglio morire sobrio!») e alle tette ed ai culi che appaiono ogni poco ad allietare la noia e riempire l’inconsistenza. Nonostante tutto però la trama del film è ben ideata e potenzialmente avrebbe tanto da dire, ma i fili che la compongono sono troppo esili per darci seriamente credito. E il fatto che sia tratto di una storia vera non vuol dire nulla sulla qualità della narrazione filmica (si dice così no?).

A parte chi lo fa di mestiere, nessuno (me per primo) sa una sega di finanza e di borsa, ma almeno Scorsese potrebbe tentare di darci la sensazione di “essere dentro” quel mondo. E invece no. Troppo facile. Meglio andare sul sicuro banalizzando (ehm, trascurando) il lato tecnico riducendolo a “gente che telefona” e investendo sul lato porno soft/droghe/party extralussuosi su yacht e in ville con piscina (e sulla bravura dello sprecato Di Caprio) che sicuramente aumenta gli incassi e chissà se fa vincere l’Oscar.

 Possibile che fai un film su Wall Street senza farmi vedere non dico un numero o un grafico, ma una cazzo calcolatrice? Fai finta almeno di farmi capire qualcosa di quel che succede e non mostrarmi solamente uno in giacca e cravatta che un giorno sì e l’altro pure prende il microfono e arringa i suoi dipendenti come fosse Cicerone nel Senato di Roma, dopo essersi strafatto di cocaina (anche Cicerone era un tossico, mi dicono dalla regia).

Vuoi fare un affresco dell’avidità dell’uomo? Benissimo. Vuoi usare il magico mondo della borsa come luogo privilegiato di narrazione? Ancora meglio. Vuoi anche metterci un po’ di sana mancanza di morale e rispetto degli altri? Perfetto, caro Scorsese.
Dato che viene da molti descritto come “un film senza morale, quindi magnifico” (come se la cosa sia matematica), dovresti (si mi rivolgo proprio a te, Martin, adesso siediti e ascoltami) però cercare di rendere più consistente quello che vuoi trasmettere, soprattutto se in verità “non c’è proprio nulla da trasmettere” se non la fredda descrizione dell’ascesa e il declino di un cazzo di broker.

Io di film non capisco un cazzo, ma una cosa l’ho capita: che i film che valgono qualcosa non sono quelli come The Wolf of Wall Street e che il silenzio del pubblico in sala come a dire «embè?!»  alla fine della proiezione vale più di una nomination all’Oscar.


Ora posso andare a fare in culo.

martedì 26 novembre 2013

Un giorno scriverò un libro

Un giorno scriverò un libro.
Sarà un libro fatto così: copertina bianca, titolo in stampatello nero.
Saranno bianche le pagine che ci sono dentro, così che ognuno possa leggerci quello che vuole.
Oppure potrà strapparle e scriverci i pensieri che gli passano per la testa.
Oppure, se non vuole scrivere, sarò felice se guardando quelle pagine bianche qualcuno si possa godere qualche minuto con sé stesso.
Lo intitolerò “Elogio del silenzio”.

mercoledì 20 novembre 2013

Il senso della vita

Piccola introduzione: ho plagiato l'idea! No, non è vero, ma ho vaghi ricordi di aver letto qualche anno fa qualcosa del genere in forma di poesia. 
Naturalmente sul tema del senso della vita ci ha scritto chiunque, quindi potrei ricordarmi cose inesistenti o aver fatto confusione, comunque credo che nessuno abbia raggiunto tale profondità e tale eleganza letteraria come lo scritto che state per leggere.

Il senso della vita


Suona la sveglia e sei in quinta elementare,
ti alzi dal letto, infili le pantofole e hai iniziato il liceo,
metti a bollire il latte, prendi i biscotti e ti sei diplomato con ottimi voti,
ti vesti, ti pettini, metti la giacca e stai preparando il dottorato,
entri in ascensore, ti guardi allo specchio e ti sei fatto una posizione importante,
sali in macchina, la accendi e stai pensando ai regali per i tuoi figli a Natale,
Improvvisamente buchi una gomma e hai i capelli bianchi,
scendi dalla macchina, pesti una merda e sei già sotto due metri di terra.